“ Umano, età apparente intorno ai quindici anni. Il corpo è stato conservato in una soluzione di acqua, sale e glicerina e quindi reidratato per procedere all’esame autoptico. Condizioni ottime. Palpebre cucite fra loro. Al momento dell’incisione la cute si sfalda. Dalla soluzione di continuo si effonde liquido trasparente, appena rosato dalla commistione con residuo ematico. Scoperto il torace, si evidenzia la presenza di una struttura, che ricorda quella di un`albero, composta da materiale simile al vetro. Gli organi sono cristallizzati e completamente avvolti nelle ramificazioni più esterne che presentano un calibro sottile ed un colore azzurro pallido. Il diametro si inspessisce ed il colore diventa più carico man mano che le ramificazioni si addentrano nella parte dorsale trovando continuazione attorno alla colonna vertebrale. L`origine della struttura è un bozzo coriaceo alla base del collo lì, dove avremmo dovuto trovare solo l`attaccatura delle ossa del cranio alla prima vertebra cervicale. Il materiale costituente è assai resistente tanto da scheggiare la punta del coltello anatomico. Che si è conficcata nel mio dito indice. La parte lesionata non ha mostrato segni, all’esame dei danni, come se la pelle si fosse autoriparata nell’arco di un battito di ciglia. Se non fosse stata per l’intensa sensazione di bruciore e formicolio avverita e per il foro d’entrata nel guanto, avrei io stesso dubitato dell’incidente. L’innesto, o più propriamente il parassita, al passaggio del bisturi ha secreto una sostanza scura, viscosa e densa con presenza di piccoli cristalli in sospensione che, probabilmente attraverso il frammento del coltello, è stata veicolata sulla ferita. Scoperto un rigeneratore tissutale ?”
“ Medusa è entrata nella mia vita con l’intensità di una stilettata, agghindata dalla luce della scoperta, profumata di conquista. Così fulgidamente ricca di promesse mi ha irritito, silenziosamente, camuffando la sua vera natura. L’approfondimento della ricerca è stata la chiave di volta. Chiave che ha spalancato una porta sull’annichilamento, figlio di un tempo che scorre molto più velocemente della mia percezione. Mi sta divorando. Devo ringraziare ciò che sono, credo, se un’istante si sta dilatando in ore, giorni, settimane: ciò che mi è necessario per trovare una cura, per evitare la completa corruzione e scamparla dal diventare ciò che matrona Varkalis mi ha portato sul palmo della mano: una piccola e fragile creatura di cristallo.
L’assunzione di estratto di corteccia di salice fluidifica il sangue, proprietà che si sta rivelando utile per contrastare l’aumento di densità, effetto riscontrato insieme alla variazione dell’acidità. E’ evidente che la sostanza agisce diversamente a seconda delle condizioni e dell’ambiente in cui si trova. Nel campione intero, in tutti i casi esaminati, si riscontra la presenza di ombre, elementi non completamente trasparenti che riflettono la luce e che, concatenandosi fra loro, formano una struttura a catena. Una matrice che ingloba tutto ciò che incontra, sostituisce la materia organica originale con la propria struttura finendo per completarsi in forma di vetro. Tutti gli esemplari sottoposti a trattamento finiscono quindi, più o meno velocemente, a trasmutare in cristallo. E non solo quelli vivi ed … interi. Matrona Varkalis mi ha dimostrato come la sostanza agisca con medesima aggressività anche su singole sezioni di pelle. Scoperta, questa, che ha permesso la realizzazione di vetrini con cui facilitarci lo studio. Ho potuto inoltre isolare i costituenti del sangue attraverso centrifugazione, operazione che mi ha portato ad analizzare il comportamento di Medusa all’ingradimento della lente. Nei tessuti illythiiri, la sostanza è coinvolta in modificazioni che interessano la sola porzione sierosa, chiara e giallo paglierina. In tutti gli altri l’evento si diffonde in modo indifferenziato. Questo potrebbe spiegare perché le capacità della sostanza si manifestino specificatamente in seguito ad un trauma o una lesione, per quanto mi riguarda, reiterando e soddisfacendo l’istruzione per cui è stata diffusa dal parassita: “ripara”. La disposizione a risanare, negli altri casi, appare molto meno selettiva producedo i risultati che oramai conosciamo. Deduzione della matrona, alla luce delle analisi, che la sostanza venga trasmessa da un’organismo e l’altro esclusivamente per via ematica. Magra consolazione, avrei voluto ottenere di più. “
“I figli che hanno danzato anche una sola volta nel cielo non ritroveranno la strada di casa. Un costrutto che abbia perso il suo inventore seguirà in eterno l’ultima istruzione ricevuta. Ogni creatore mantiene il segreto del suo sigillo. Chi consoce il segreto possiede la chiave. Nel castello del Re rosso ignora i grandi spazi e stai in quelli piccoli. “ … Sono perplesso. Non si considera del tutto viva. E non è di certo sola.“
“ Varkalis ha sollecitato l’idea che potrebbe portarci alla soluzione del caso: ricostruire lo schema secondo cui Medusa cresce, si moltipica ed opera. Riconoscerlo, codificarlo, comprenderlo significa avere la facoltà di riscriverlo. Vorrebbe dire assumerne il controllo, avere le basi per replicarla ed usufruirne per gli scopi dell’arte. Per questo motivo mi è stato promesso non sarò abbandonato. Che le aspettative in qualche modo coincidano equivale comunque a vivere. “
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