lunedì 30 gennaio 2012

La via di Mercurio. Per primi, liberare se stessi.

“ All’intuito bisogna affiancare un metodo perché un ragionamento possa affondare nella concreteza di un risultato. Se appare plausibile pensare serva una certa dose di fortuna nelle proprie faccende, questa, resta parte infinitesima del proprio lavoro; mai bisognerebbe dimenticare che il caso non è un evento del tutto fortuito. Le carte della sorte non si mescolano senza mani che tagliano il mazzo, non esistono coincidenze o circostanze senza attiva partecipazione. Il destino è parte di noi, delle nostre scelte, azioni, dei nostri interventi. Il sistema consiste nel dosare progressivamente la concentrazione delle sostanze scelte per lo studio e calibrare successivi tentativi ai dati ottenuti. Ciò che è in alto è come ciò che è in basso e viceversa. Il ferro è il rame stanno a Marte ed a Venere come la disciplina e compimento nel mondo. La capacità di un corpo ad eliminare ciò che è tossico sta ai reni e alla vescica: l’astro è guarito dall’astro. L’analisi dell’interazione di Medusa ha sottolineato una variazione nella velocità di reazione. Maggiore concentrazione significa minor rapidità ma non è possibile arrivare ad una dose che determini un’arresto dei processi in cui la sostanza è coinvolta. La crisi respiratoria soppraggiunta durante le analisi dei campioni mi ha messo davanti all’evidenza che questa prerogativa potrebbe essere pur usata per impostare la produzione di una sostanza tampone, ma il tempo così guadagnato sarebbe bastato per avviare tutti i tentativi e le combinazioni utili al raggiungimento del ritrovato di cui ho bisogno ? Matrona Varkalis non mi ha dato invero modo di prendere seriamente in considerazione quest’eventualità. Basta interrogativi. E’ stata determinante la scelta di cambiare il metodo. Non è stata più cercata la coniugazione con la forma di Medusa per intervenire nell’ordine ma piuttosto una formula con la capacità di disorinetare o bloccare la formazione della struttura stessa. Pensare come un creatore, non come la creatura. Quindi, Mercurio. Un metallo senza una forma definita e precisa, adatta ad intervenire nell’organizzazione ramificata della sostanza e neutralizzarla. Mercurio, il pianeta del movimento sottile, al cui movimento è legato il mutamento.
Funzionerà ? Allora potrò perdonargielo. E perdonare me stesso per non aver saputo mantenere il controllo. “

“ Sintomi all’iniezione del preparato: Freddo, cardiopalma, tremore, senso di vertigine. Sclera, capelli, ciglia, letto ungueale, interno delle labbra ( e cos’altro ? ) hanno assunto una colorazione azzurrognola. Un’orrore. Ma sono pur sempre segni di qualcosa che sta accadendo. Non ho avuto più collassi polmonari, né altri incidenti. E’ chiaro che la presenza delle piccole formazioni cristalline nel sangue ha causato danni all’organismo, lesioni probabilmente meno pregiudizievoli per la mia salute rispetto alla rigenerazione stessa sostenuta da Medusa.
La convalescenza l’ho trascorsa a Nord di Angarid. Si tratta di un territorio desertico disseminato di oasi, piccole perle di vegetazione rinvigorita dalla presenza di fonti, dove l’aria è più salubre, il silenzio rigenerante. Uno zuccherino per consolare. Una stella appuntata sul petto, medaglia ad un valore in cui sono intervenuto né più né meno come esemplare da laboratorio. La nota positiva in tutta questa storia è che la virtù del Mercurio non ha mutato solamente l’impostazione di Medusa, ma forse anche il mio modo di vedere le cose. Avevo un proposito quando sono arrivato nel Principato, uno scopo preciso che stavo perdendo di vista intrappolato ancora in un meccanismo familiare. Ritenevo sufficiente eliminare le sue parti per destrutturare l’automatismo di un’abitudine castrante e senza rendermi conto che ne sono stato una parte io stesso. Per troppi anni. Desidero colmare il vuoto attorno a quella naturale inclinazione che sembra essersi perduta nello scorrere dei secoli e toccare con mano la verità tangibile delle cose. E’ il momento di cambiare metodo e riorganizzare gli elementi. Varkalis non è la mia matrona, ma la mia Regina. Io non sono un’esperimento, non lo sarò più, bensì uno sperimentatore. Meglio, un cercatore. Tutto ciò che cerchiamo è dentro di noi, imparato questo, è necessario spezzare con coraggio le soggezioni, i legami che ci trattengono dal compiere un salto nell’ignoto. In noi stessi.

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