mercoledì 29 febbraio 2012

Il peso del tempo

Nonostante abbia capito cosa fare, agire è tutt’altra cosa. Non intendo tornare indietro dopo aver semplicemente intuito la forza di quello che mi sta aspettando ma allo stesso tempo l’idea di continuare mi angoscia. Se non riuscissi a gestirlo, a controllarlo ? Non potrei sopportarlo. Così come l’idea di fallire una delle sue prove. Perché è vero, un suo sguardo condanna od assolve. Ed è attraverso di lei che devo passare, oltre la ragnatela d’oro filata nel rosso.
Prove, ovvero incarichi. Del nostro viaggio all’isola dei Draghi mi resta qualche conoscenza in più, un’ispirazione covata a lungo nel suo limbo ed un prurito. La truppa altamente qualificata, come l’ha definita Varkalis, ha avuto l’ingrato compito di rilassarsi e divertirsi per permetterci di raccogliere elementi da utilizzare nello studio delle acque termali. Per quanto riguarda la mia parte, mi è stato chiesto distacco. Per facilitarmi il compito ho evitato di contemplarla troppo e credo di aver esagerato con la fermezza e la dimostrazione d’obiettività. Non ci sarebbe stato bisogno mi riportasse in seguito circa “ l’aumento della capacità del corpo di provare piacere anche per qualche tempo dopo aver lasciato la fonte. [ cit. ] “
Il prurito me lo sono dovuto grattare da solo. Certo, anch’io mai avuta una pelle così luminosa e morbida.
Il gruppo, abbastanza eterogeneo, completa il quadro con i seguenti soggetti:
- [Thangarth ] un coso che potrei definire umano. Scarnificato e tatuato, un senzavolto massiccio e lamentoso, così preoccupato dal suo vigore da pensare non ne abbia poi così tanto di cui vantarsi.
- [ Imrhien ] una mezz’elfa. Sembra avere fascino sufficiente a convincere di essere l’unica creatura dotata di … disponibilità.
- [ Derro ] il nano. Soggetto interessante nonostante la rumorosità, il contegno fin troppo godereccio, un pessimo gusto e due spanne di peli di troppo attorno al corpo. Qualsiasi pregorativa il popolo delle montagne conferisca alla categoria degli eclettici, immagino sia coinvolta la sua propensione a saltare di pal in frasca con la velocità con cui si sbattono le ciglia. Un’indole vivace, entusiasta, senza requie, parte assolutamente indispensabile per il progetto del lassativo commissionato dall’Antico. Dopo la chiacchierata alla taverna dell’Unicorno – che postaccio – posso inoltre affermare di saperne un po’ di più sullo spirito nanico. Quanto ci vorrà perché la birra completi la fermentazione ?
In conclusione, quanto riportato alla Regina:
“ [ … ] confermo la proprietà rigenerante e distensiva delle acque in esame, tanto spiccata da suggerire a qualcuno la possibilità di ricavarci un’attività di lucro. I benefici riguardano soprattutto l’apparato osteo-muscolare ( nell’umano si evidenzia la distensione di contratture ) e quello tegumentario. Dell’interessamento di quest’ultimo da annotare un’eccezione per il nano che lamenta ( testuali parole ): “ l`acqua, a contatto prolungato con un nano, infeltrisce barba e capelli lavando via lo strato di grassi protettivi che diminuiscono la frizione nel pettinarsi ed intrecciarsi. Inoltre l`acqua calda in genere provoca una marea di nodi che spesso comporta la necessità di tagliare o strappare i peli ed i capelli colpiti da tale calamità [ …]. I nani evitano accuratamente le acque pure e cristalline, perché è risaputo che lavino via più velocemente le proprie protezioni naturali “.
Da non tralasciare il giovamento per il morale e l’umore, di cui voi stessa avete indirettamente goduto, che è noto essere componente essenziale per l’equilibrio dello stato di salute in un’ottica olistica.
Oltre ai riscontri ottenuti dai partecipanti, da segnalare l’efficacia dell’acqua in esame nelle affezioni respiratorie, come cicatrizzante per l’azione purificante della pelle e il possibile utilizzo non solo per immersione ma anche per inalazione ed ingestione. La letteratura in merito certifica l’aumento delle difese naturali dell’organismo. Alcuni studi, inoltre, evidenziano ulteriori proprietà nella vegetazione di quel particolare ambiente che taluni hanno identificato come muffe. Personalmente credo che quell’humus appartenga alla famiglia delle alghe. A tal proposito, ottenuti dei microcomponenti da una specie marina bruna, sto sperimentando l’utilità nella riparazione e granulazione tissutale su un soggetto umano, donna, attualmente ricoverata all’ospedale per amputazione dell’arto inferiore sinistro [ .. ]? “
L’ispirazione mi ha dunque portato a testare gli effetti di alcune risorse insolite per un guaritore che hanno confermato di possedere sorprendenti proprietà di riparazione e virtù emostatiche.

Incarichi, ovvero tempo. Quello che non mi resta da dedicare alle mie ricerche personali.
L’evoluzione del distillato di rabarbaro, di cui i nani sono soliti assumere un goccia sciolta in una zolletta di zucchero dopo i pasti come digestivo, è la resina ottenuta processando il succo della radice. E’ la parte nella quale è concentrato tutto il potere purgativo della pianta. Risolto il problema della gradazione bruno-rossastra scindendo dal fluido la componente colorante ed una volta purificata la resina, ho addizionato il composto ad una polvere solitamente usata in cosmesi che, alla fiamma della beuta ed incoraggiata dalla frizione con un’astina di vetro, ha assunto la forma di grani trasparenti che volevo ottenere. Durante la cerimonia d’incoronazione dell’Imperatore abbiamo avuto modo di sperimentare il composto che sembra rispettare parte delle caratteristiche richieste: è solubile, incolore ed insapore. Il campione sottoposto alla verifica si è rivelato però molto più esteso del previsto. Avrei dovuto arrivare all’elfo ospitato nella gabbia, posto d’onore sul palco allestito per la celebrazione dell’evento, ma un paio di mastodonti incaricati del trasporto delle botti per il taglio del vino hanno, come dire, fortemente caldeggiato l’ampliamento dei miei orizzonti. Ho rischiato la torchiatura sotto quattro calcagni callosi, imprevisto che ha determinato il cambiamento dei piani. Il lassativo funziona, ospedale affollato, ma non abbiamo avuto modo di testarne gli effetti sulla razza che più ci interessava.

L’ultima volta, ai laboratori, mi sarebbe bastato chiederglielo. Perché mi sono trattenuto ?

lunedì 30 gennaio 2012

La via di Mercurio. Per primi, liberare se stessi.

“ All’intuito bisogna affiancare un metodo perché un ragionamento possa affondare nella concreteza di un risultato. Se appare plausibile pensare serva una certa dose di fortuna nelle proprie faccende, questa, resta parte infinitesima del proprio lavoro; mai bisognerebbe dimenticare che il caso non è un evento del tutto fortuito. Le carte della sorte non si mescolano senza mani che tagliano il mazzo, non esistono coincidenze o circostanze senza attiva partecipazione. Il destino è parte di noi, delle nostre scelte, azioni, dei nostri interventi. Il sistema consiste nel dosare progressivamente la concentrazione delle sostanze scelte per lo studio e calibrare successivi tentativi ai dati ottenuti. Ciò che è in alto è come ciò che è in basso e viceversa. Il ferro è il rame stanno a Marte ed a Venere come la disciplina e compimento nel mondo. La capacità di un corpo ad eliminare ciò che è tossico sta ai reni e alla vescica: l’astro è guarito dall’astro. L’analisi dell’interazione di Medusa ha sottolineato una variazione nella velocità di reazione. Maggiore concentrazione significa minor rapidità ma non è possibile arrivare ad una dose che determini un’arresto dei processi in cui la sostanza è coinvolta. La crisi respiratoria soppraggiunta durante le analisi dei campioni mi ha messo davanti all’evidenza che questa prerogativa potrebbe essere pur usata per impostare la produzione di una sostanza tampone, ma il tempo così guadagnato sarebbe bastato per avviare tutti i tentativi e le combinazioni utili al raggiungimento del ritrovato di cui ho bisogno ? Matrona Varkalis non mi ha dato invero modo di prendere seriamente in considerazione quest’eventualità. Basta interrogativi. E’ stata determinante la scelta di cambiare il metodo. Non è stata più cercata la coniugazione con la forma di Medusa per intervenire nell’ordine ma piuttosto una formula con la capacità di disorinetare o bloccare la formazione della struttura stessa. Pensare come un creatore, non come la creatura. Quindi, Mercurio. Un metallo senza una forma definita e precisa, adatta ad intervenire nell’organizzazione ramificata della sostanza e neutralizzarla. Mercurio, il pianeta del movimento sottile, al cui movimento è legato il mutamento.
Funzionerà ? Allora potrò perdonargielo. E perdonare me stesso per non aver saputo mantenere il controllo. “

“ Sintomi all’iniezione del preparato: Freddo, cardiopalma, tremore, senso di vertigine. Sclera, capelli, ciglia, letto ungueale, interno delle labbra ( e cos’altro ? ) hanno assunto una colorazione azzurrognola. Un’orrore. Ma sono pur sempre segni di qualcosa che sta accadendo. Non ho avuto più collassi polmonari, né altri incidenti. E’ chiaro che la presenza delle piccole formazioni cristalline nel sangue ha causato danni all’organismo, lesioni probabilmente meno pregiudizievoli per la mia salute rispetto alla rigenerazione stessa sostenuta da Medusa.
La convalescenza l’ho trascorsa a Nord di Angarid. Si tratta di un territorio desertico disseminato di oasi, piccole perle di vegetazione rinvigorita dalla presenza di fonti, dove l’aria è più salubre, il silenzio rigenerante. Uno zuccherino per consolare. Una stella appuntata sul petto, medaglia ad un valore in cui sono intervenuto né più né meno come esemplare da laboratorio. La nota positiva in tutta questa storia è che la virtù del Mercurio non ha mutato solamente l’impostazione di Medusa, ma forse anche il mio modo di vedere le cose. Avevo un proposito quando sono arrivato nel Principato, uno scopo preciso che stavo perdendo di vista intrappolato ancora in un meccanismo familiare. Ritenevo sufficiente eliminare le sue parti per destrutturare l’automatismo di un’abitudine castrante e senza rendermi conto che ne sono stato una parte io stesso. Per troppi anni. Desidero colmare il vuoto attorno a quella naturale inclinazione che sembra essersi perduta nello scorrere dei secoli e toccare con mano la verità tangibile delle cose. E’ il momento di cambiare metodo e riorganizzare gli elementi. Varkalis non è la mia matrona, ma la mia Regina. Io non sono un’esperimento, non lo sarò più, bensì uno sperimentatore. Meglio, un cercatore. Tutto ciò che cerchiamo è dentro di noi, imparato questo, è necessario spezzare con coraggio le soggezioni, i legami che ci trattengono dal compiere un salto nell’ignoto. In noi stessi.

Medusa

“ Umano, età apparente intorno ai quindici anni. Il corpo è stato conservato in una soluzione di acqua, sale e glicerina e quindi reidratato per procedere all’esame autoptico. Condizioni ottime. Palpebre cucite fra loro. Al momento dell’incisione la cute si sfalda. Dalla soluzione di continuo si effonde liquido trasparente, appena rosato dalla commistione con residuo ematico. Scoperto il torace, si evidenzia la presenza di una struttura, che ricorda quella di un`albero, composta da materiale simile al vetro. Gli organi sono cristallizzati e completamente avvolti nelle ramificazioni più esterne che presentano un calibro sottile ed un colore azzurro pallido. Il diametro si inspessisce ed il colore diventa più carico man mano che le ramificazioni si addentrano nella parte dorsale trovando continuazione attorno alla colonna vertebrale. L`origine della struttura è un bozzo coriaceo alla base del collo lì, dove avremmo dovuto trovare solo l`attaccatura delle ossa del cranio alla prima vertebra cervicale. Il materiale costituente è assai resistente tanto da scheggiare la punta del coltello anatomico. Che si è conficcata nel mio dito indice. La parte lesionata non ha mostrato segni, all’esame dei danni, come se la pelle si fosse autoriparata nell’arco di un battito di ciglia. Se non fosse stata per l’intensa sensazione di bruciore e formicolio avverita e per il foro d’entrata nel guanto, avrei io stesso dubitato dell’incidente. L’innesto, o più propriamente il parassita, al passaggio del bisturi ha secreto una sostanza scura, viscosa e densa con presenza di piccoli cristalli in sospensione che, probabilmente attraverso il frammento del coltello, è stata veicolata sulla ferita. Scoperto un rigeneratore tissutale ?”
“ Medusa è entrata nella mia vita con l’intensità di una stilettata, agghindata dalla luce della scoperta, profumata di conquista. Così fulgidamente ricca di promesse mi ha irritito, silenziosamente, camuffando la sua vera natura. L’approfondimento della ricerca è stata la chiave di volta. Chiave che ha spalancato una porta sull’annichilamento, figlio di un tempo che scorre molto più velocemente della mia percezione. Mi sta divorando. Devo ringraziare ciò che sono, credo, se un’istante si sta dilatando in ore, giorni, settimane: ciò che mi è necessario per trovare una cura, per evitare la completa corruzione e scamparla dal diventare ciò che matrona Varkalis mi ha portato sul palmo della mano: una piccola e fragile creatura di cristallo.

L’assunzione di estratto di corteccia di salice fluidifica il sangue, proprietà che si sta rivelando utile per contrastare l’aumento di densità, effetto riscontrato insieme alla variazione dell’acidità. E’ evidente che la sostanza agisce diversamente a seconda delle condizioni e dell’ambiente in cui si trova. Nel campione intero, in tutti i casi esaminati, si riscontra la presenza di ombre, elementi non completamente trasparenti che riflettono la luce e che, concatenandosi fra loro, formano una struttura a catena. Una matrice che ingloba tutto ciò che incontra, sostituisce la materia organica originale con la propria struttura finendo per completarsi in forma di vetro. Tutti gli esemplari sottoposti a trattamento finiscono quindi, più o meno velocemente, a trasmutare in cristallo. E non solo quelli vivi ed … interi. Matrona Varkalis mi ha dimostrato come la sostanza agisca con medesima aggressività anche su singole sezioni di pelle. Scoperta, questa, che ha permesso la realizzazione di vetrini con cui facilitarci lo studio. Ho potuto inoltre isolare i costituenti del sangue attraverso centrifugazione, operazione che mi ha portato ad analizzare il comportamento di Medusa all’ingradimento della lente. Nei tessuti illythiiri, la sostanza è coinvolta in modificazioni che interessano la sola porzione sierosa, chiara e giallo paglierina. In tutti gli altri l’evento si diffonde in modo indifferenziato. Questo potrebbe spiegare perché le capacità della sostanza si manifestino specificatamente in seguito ad un trauma o una lesione, per quanto mi riguarda, reiterando e soddisfacendo l’istruzione per cui è stata diffusa dal parassita: “ripara”. La disposizione a risanare, negli altri casi, appare molto meno selettiva producedo i risultati che oramai conosciamo. Deduzione della matrona, alla luce delle analisi, che la sostanza venga trasmessa da un’organismo e l’altro esclusivamente per via ematica. Magra consolazione, avrei voluto ottenere di più. “
“I figli che hanno danzato anche una sola volta nel cielo non ritroveranno la strada di casa. Un costrutto che abbia perso il suo inventore seguirà in eterno l’ultima istruzione ricevuta. Ogni creatore mantiene il segreto del suo sigillo. Chi consoce il segreto possiede la chiave. Nel castello del Re rosso ignora i grandi spazi e stai in quelli piccoli. “ … Sono perplesso. Non si considera del tutto viva. E non è di certo sola.“
“ Varkalis ha sollecitato l’idea che potrebbe portarci alla soluzione del caso: ricostruire lo schema secondo cui Medusa cresce, si moltipica ed opera. Riconoscerlo, codificarlo, comprenderlo significa avere la facoltà di riscriverlo. Vorrebbe dire assumerne il controllo, avere le basi per replicarla ed usufruirne per gli scopi dell’arte. Per questo motivo mi è stato promesso non sarò abbandonato. Che le aspettative in qualche modo coincidano equivale comunque a vivere. “

Le parole del drow

Un corvo volò verso di me, accarezzando il cielo sopra la mia testa.
Non planò oltre la lontananza, distante,
ammirai una creatura portentosa di cui invidiai l’orgoglio.
Ma non avevo bisogno di nulla che gli appartenesse.
Una colomba venne da me, non ebbe paura e si posò sul mio braccio.
Toccai la sua calma, ne invidiai l`innocenza,
ma non avevo bisogno di nulla che gli appartenesse.
Incontrai un cigno nero, nel lago dell’esistenza, andai da lei.
Mi trafisse con la sua avvenenza, adorai la sua grazia,
                                                     ma non avevo bisogno di nulla che mi potesse dare.

                                                    Non orgoglio, né pace o bellezza.
                                                    Inseguo la Purezza.

Note di Guarigione

" Giorno 29°- mese 1°- anno X. Tamul, torre dei dragoni. Formule magiche possono lasciare traccia, per quanto difficilmente, quando l`essenza di un individuo ritorna nel suo guscio originario. Chiedere di petecchie cutanee o della presenza di altri segni sulla pelle.
Spighe di Asphodelus determinano il ricordo in seguito alla resurgo "

Del Drago Azzurro

" Ubriacone e sporcaccione. Non avrei mai pensato di poter accostare questi aggettivi all`Antico. Mi aspettavo una nobile dignità, idea che mi ero fatto dopo l`incontro alla villa dei Crisantemi, rispetto all`arguzia ed alla sagacia della sua intelligenza. Devo imparare che non c`è nulla di scontato in queste terre. "

A caccia nelle Paludi Putride

"Giorno 25°- mese 1°- anno X: avverto ancora un certo fastidio agli occhi, le dita di mani e piedi, la punta delle orecchie hanno impiegato più del previsto per riacquistare completamente la sensibilità. Il freddo mi è entrato dentro attacandosi alle ossa. Le frizioni con olio d`arnica ed il bagno appena tiepido in foglie di tiglio non migliorano di molto la situazione. Forse è solo la suggestione della stanchezza, non sono riuscito a rilassarmi affatto, nemmeno per ricaricare un minimo d`energia. Non è solo il gelo penetrante che ci siamo trovati a combattere nel mezzo di quella palude, e non è stato di certo il peggio, a lasciarmi spossato. Comincerò da dove matrona Varkalis ha portato quel corpo rimpicciolito nella morte, probabilmente. Studiando le coordinate assurdamente improbabili della mappa trovata sotto il corpo del soldato umano. Facendomi andare giù quel Lucio per il tempo necessario ad imbastire una chiacchierata civile, per quanto sia possibile con un sempliciotto del genere. Mi ha augurato incubi nel sonno. Suvvia, un Ilythiiri non sogna. Non dorme nemmeno. Banale, piccolo uomo incapace perfino di difendere se stesso. Non capisco perchè Varkalis lo tenga da conto. Chissà se trova ancora inappropiata la mia balestra ? "